Una storia per El Chalten

Il confine tra realta’ e finzione e’ cosi’ sfumato che basta un dito per manovrare le situazioni come fossero marionette.

Avevo conosciuto Silvia a Dublino, lei e’ catalana e si nota quando, anche se vive di un turismo quasi asfissiante, un pueblo come El Chalten conta meno di mille abitanti. Silvia viaggia per il Sudamerica da tre mesi ma i nostri due percorsi non si erano mai incrociati fino ad ora: ancora mi trovavo sull’altra sponda del lago O’Higgins, aspettando che finalmente la lancha lo potesse attraversare, quando lei mi disse che sarebbe giunta a El Chalten l’indomani. La gente accampa qua e la’, in El Chalten, pochi scelgono un ostello o un’osteria, molti si perdono per qualche giorno per le montagne: come incontrarla, se lei non sa che anch’io sono qui?

In breve Silvia si trasforma in un passato amore con cui avevo perso ormai contatto, ci eravamo conosciuti a Dublino due anni fa ma erano mesi che non sapevamo nulla l’uno dell’altra. Fino a che lei non mi scrisse – Hey caro, come va? Spero tu stia bene. Dove sei? Non ci crederai ma ho deciso di partire, e ora viaggio per l’Argentina, domani salgo a El Chalten… Incredibile, dopo tutto questo tempo, e che coincidenza ricevere quel messaggio e trovarsi giusto ad un passo da lei, in un angolo remoto del pianeta! Per come incontrarla? E’ catalana, e viaggia con un’altra ragazza, un poco piu’ alta… Glielo dica, se la incontra… Le dica che Alberto e’ qui…

Raccontare una storia e’ ogni volta piu’ facile, come le replihe sono sempre piu’ abbordabili El Chaltendella prima, in uno spettacolo teatrale. Per un pomeriggio ho recitato, e il giorno dopo ho deciso di camminare per i monti, nel tentativo di catturare un’immagine del Fitz Roy e del Cerro Torre, montagne dai nomi mitici. Per il cammino gia’ sapevano, e perfetti sconosciuti mi chiedevano se ero io l’italiano biondo che cercava la sua fiamma di un tempo, e se l’avevo ritrovata: un no mi lasciava spesso di fronte a volti sinceramente dispiaciuti, seppure per un attimo.

Ha funzionato, la sera lei e’ venuta a cercarmi e abbiamo bevuto del vino ridendo dell’assurda situazione. Io per un attimo sono ancora confuso quando me la immagino, e anche nei miei ricordi, ora, realta’ e finzione giocano sottilmente l’una con l’altra.

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~ di unecodalsud su 6 febbraio 2007.

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