Il bosco morto
(Nel 1990 l’eruzione del vulcano xxx vomito’ ceneri fino a piu’ di cento chilometri di distanza. Nel loro vorticoso viaggio bruciarono il fondo della valle del rio Ibañez, ostruendone contemporaneamente il corso. Cosi’ il fiume sommerse i resti dell’antica foresta, nel tentativo di sboccare nel lago General Carrera).
Una volta g
uadagnato il fondo di una valle ampia, il cui profilo chiaramente tradisce la sua origine glaciare, il rio Ibañez si smarrisce in un dedalo di piccoli corsi d’acqua che si ritrovano solo in seguito, dove si incuneano in una profonda gola per poi sfociare nel lago. L’acquitrino che rende il fondovalle impenetrabile era una volta una foresta: ora solamente rimane la testimonianza di tronchi bruciati, privati di rami e fronde, e semisommersi dalle acque.
Il bosco morto e’ un cimitero di tronchi come croci, ad ergersi nel blu delle acque come milioni di aculei a pungere l’armonia di questo angolo di Cile. E’ una immagine rara, quella di una vegetazione una volta lussureggiante come ancora sui pendii circostanti, bruciata e affogata dalle acque.
Fuoco e acqua.

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