Ouverture
Di fronte ad una pagina vuota si prova sempre una certa inquietudine.
Disporre di una traccia, solo di un esile filo da poter seguire, ridimensiona il tutto.
Per il momento queste poche righe e il viaggio che mi attende muovono il primo passo mano nella mano, il Sudamerica è per ora poco più di un foglio bianco, di una forma su una mappa geografica, e tanto ho provato ad imparare in questi mesi!
Seduto di fronte ad una finestra in Capel Street, in una malinconica mattina in cui il cielo d’Irlanda piange impercettibili lacrime di pioggia, soffocando i colori dei mattoni a vista e delle persone frettolose avvolte in cappotti neri, mi servo un mate. Un sorso di mate è stato il primo sussulto della valanga di eventi che ha manovrato i fili del destino fino a una stanza e una mattina novembrina d’Irlanda. E’ passato poco più di un anno.
“Quieres un mate?” mi disse Samantha. Rompendo un silenzio confortevole di un pomeriggio di agosto, che mi avrebbe tenuto compagnia per alcuni mesi a venire. In silenzio, con lo sguardo fisso su due mosche che ronzavano attorno al lampadario, non c’era spazio per nient’altro.
Solamente pensare a tutto quello che è successo nell’arco di poco più di un anno, a partire da quel momento, disorienta. Così la storia si ripete e, con un cielo triste negli occhi, la voce di Joaquin Sabina nell’aria e il sapore amaro del mate in bocca, un altro istante immobile nella traiettoria degli eventi si propone come – ouverture – di un nuovo capitolo sudamericano.

bellissimo continua cosi
Y morirme contigo si te matas
y matarme contigo si te mueres
porque el amor cuando no muere mata
porque amores que matan nunca mueren.
Suerte!